SERGIO RUBINI
REGISTA, ATTORE

AL JEFF FILM FESTIVAL 2008 PER TENERE UNA LEZIONE DI CINEMA AGLI STUDENTI UNIVERSITARI, PRIMA DEL WORKSHOP SPECIALE "CONTAMINAZIONI TRA CINEMA E LETTERATURA".

Giovedi 30 ottobre, ore 10.30 @Taranto, Palazzo di Città

Un vero e proprio schiavo del cinema, passato da attore a sceneggiatore, fino a regista, con un successo che, se non fosse stato glorificato dalla critica, sarebbe stato autocelebrato. Straordinario interprete, icona del cinema italiano, irrinunciabile e significativo in ogni pellicola in cui ha preso parte - che siano essi capolavori o meno - fu scoperto da Federico Fellini che, senza alcun dubbio, ci aveva visto bene guardando a questo ragazzo pugliese.
Figlio di un capostazione, si trasferisce a Roma nel 1978 per iscriversi all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, poi abbandonata al secondo anno. Grande appassionato di teatro, riuscirà a lavorare in quel periodo con importanti registi quali Antonio Calenda, Gabriele Lavia, Enzo Siciliano ed Ennio Coltorti ma ammetterà successivamente di aver faticato a trovare spazio nel cinema. Ufficialmente e cinematograficamente lanciato da uno dei più grandi maestri del cinema mondiale di tutti i tempi - Federico Fellini lo impone alla critica nell' Intervista (1987), passa poi nelle mani dell'esordiente Andrea De Carlo nella trasposizione filmica del suo best seller omonimo Treno di panna (1988), accanto a Carol Alt, che sarà sua compagna di set anche nella pellicola Mortacci (1989), firmata dal talentuoso e bistrattato Sergio Citti, dove indosserà i panni del soldato fantasma. L'attore Ben Gazzarra, alla sua prima prova come regista, lo inserirà nel lungometraggio Oltre l'oceano (1990) poi, volendo provare anche lui il mestiere di autore, firma la sua opera prima come regista: La stazione nel 1990, tratto da un lavoro teatrale di Umberto Marino, dove sarà anche attore con Margherita Buy ed Ennio Fantastichini nella storia di due solitudini che si incontrano. La pellicola gli farà ottenere il David di Donatello e il Nastro d'Argento come miglior regista esordiente. Giuseppe Tornatore lo affiancherà, invece, a Roman Polanski e Gérard Depardieu (che sarà frequentemente suo partner in alcune fiction e miniserie francesi per la regia di Josés Dayan) ne Una pura formalità (1994).
Compagno per un brevissimo periodo di Asia Argento, negli anni Novanta torna alla regia firmando alcuni film non del tutto eccelsi: La bionda (1992) con il mito Nastassja Kinski, Prestazione Straordinaria (1994) e Il viaggio della sposa (1997) con Giovanna Mezzogiorno. Verdone, Placido, Archibugi, Muccino e Monicelli ne sanciranno la profonda popolarità, contribuendo a far emergere le sue doti da istrione, mentre (piccola curiosità) firma la sceneggiatura di un film di Davide Ferrario: Figli di Annibale (1998).
Il suo modo di fare cinema sarà influenzato anche da due figure fondamentali: l'attrice Margherita Buy, compagna di lavoro e poi di vita, e il regista Gabriele Salvatores che, con Nirvana (1997), Denti (2000) e Amnèsia (2002), ne estrapolerà l'aspetto surreale avviandolo verso un'inedita ed ulteriore crescita: attraverso Salvatores, Sergio Rubini entra in contatto con il "gruppo" che comprende una grossa fetta del Teatro dell'Elfo (Bebo Storti, Enzo Catania, Elio De Capitani, Paolo Rossi, Claudio Bisio,Gigio Alberti) ed altri attori come Diego Abatantuono, Silvio Orlando, la stessa Margherita Buy. Apprezzato anche all'estero, è diretto da Anthony Minghella ne Il talento di Mr. Ripley con Matt Damon, Gwyneth Paltrow e Jude Law e da Mel Gibson nel kolossal religioso La passione di Cristo (2004). Mentre continua caparbio nella regia firmando dei piccoli gioielli: Tutto l'amore che c'è (2000), seguito dal magico L'anima gemella (2002) – dove interpreta il figlio delinquente di una strega pugliese che farà scambiare l'anima di una viziata Valentina Cervi con una più umile Violante Placido -, dal biografico L'amore ritorna (2004) e la sua pellicola migliore La terra (2006), plurinominato ai David di Donatello e ai Nastri d'Argento, a dimostrazione di un talento (come cineasta) all'interno di quel cinema popolare e mai banale, viscerale e contaminato che lo ha reso un vero e proprio autore di raro spessore.
Filmograficamente, nella sua carriera seguono Giovanni Veronesi (Manuale d'amore e Manuale d'amore 2 – Capitoli successivi), Alessandro D'Alatri (Commediasexi, 2006) e l'amico Fabrizio Bentivoglio (Lascia perdere Johnny, 2007). Gradevolissimo, capace di scatenare ilarità grazie alle sue abilità espressive, Sergio Rubini riesce a fulminare lo spettatore - anche con un ruolo breve - con i suoi personaggi, divertendo. Ma senza rinunciare a un sottofondo di inquietudine che aleggia sempre nel cuore di chi è schiavo di questo schiavo del cinema.

Filmografia

Solo attore [modifica]
Desiderando Giulia (1985)
Il caso Moro (1986)
Il grande Blek (1987)
Figlio mio infinitamente caro (1987)
Intervista (1987)
Treno di panna (1988)
Una notte, un sogno (1988)
I giorni randagi (1988)
Mortacci (1989)
Oltre l'oceano (1990)
Chiedi la luna (1991)
Al lupo, al lupo (1992)
La bionda (1992)
Condannato a nozze (1993)
Una pura formalità (1994)
Storia d'amore con i crampi (1995)
Il cielo è sempre più blu (1995)
I 36 colpi (1997)
Nirvana (1997)
L'ultima stazione (Die Letzte Station) (1998)
Del perduto amore (1998)
L'albero delle pere (1998)
Ecco fatto (1998) - non accreditato
Panni sporchi (1999)
Il talento di Mr. Ripley (The Talented Mr. Ripley) (1999)
Mirka (2000)
Giorni dispari (2000)
Denti (2000)
Momo alla conquista del tempo (2001) - solo voce
Amnèsia (2002)
La forza del passato (2002)
A.A.A. Achille (2003)
Mio cognato (2003)
La passione di Cristo (The Passion of the Christ) (2004)
Manuale d'amore (2005)
Mai dove dovremmo essere (2005)
Commediasexi (2006)
Manuale d'amore 2 (capitoli successivi) (2007)
Liolà (2008)
No problem (2008)
Regista ed interprete [modifica]
La stazione, 1990
La bionda, 1992
Prestazione straordinaria, 1994
Il viaggio della sposa, 1997
Tutto l'amore che c'è, 2000
L'anima gemella, 2002
L'amore ritorna, 2004
La terra, 2006
Colpo d'occhio, 2008

 



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